pubblico impiego

PUBBLICO IMPIEGO : MISTERO SUGLI AUMENTI DI STIPENDIO

Roma, 19/04/2017

Si infittisce il mistero sugli aumenti di stipendio per il pubblico impiego

L'aumento di 85 euro per i dipendenti pubblici sembra ancora lontano dall'essere applicato. Renzi, in prossimità del voto referendario, ne fece un'arma di seduzione nei confronti dei sindacati confederali, i quali abboccarono senza alcuna remora. Ma quello che doveva essere un rinnovo contrattuale da firmare e da applicare nell'immediato, è diventato, dopo la caduta del Governo, un'araba fenice, che ogni tanto riappare e poi scompare repentinamente.

L'ultimo (ma non certo definitivo) atto della vicenda si è avuto in questi giorni in Consiglio dei Ministri, durante l'esame del DEF. Stando a quanto denunciato - udite, udite! - dalla CGIL, cioè dallo stesso sindacato che a suo tempo sbandierò l'accordo del 30 novembre come un grande "successo", il documento di programmazione ne parla ancora in maniera vaga, confusa, come di un qualcosa che richiede ancora una "specifica valutazione".

RINNOVO CONTRATTI - COMUNICATO SEGRETARIO GENERALE - SACRILEGIO

COMUNICATO DEL SEGRETARIO GENERALE
ANCORA UNA VOLTA SONO DERAGLIATE LE ASPETTATIVE DEl lAVORATORI DEL COMPARTO FUNZIONI LOCALI
(SACRILEGIO!!)

L'attenta analisi del documento relativo l'accordo raggiunto e sottoscritto fra Governo e CGil-CISL-Uil nella giornata di ieri, 30 novembre 2016, è fonte di notevoli perplessità e di altrettanta preoccupazione circa il futuro dei lavoratori e lavoratrici degli Enti locali.
In primo luogo si osserva che l'Esecutivo, spalleggiato e confortato dalla Triplice, ha ancora una volta ignorato gli Enti locali stipulando, di fatto, un accordo che concerne soltanto i dipendenti statali.
A prescindere dal fatto che le risorse stanziate (85 euro mensili medi) sono tutt'altro che eque, che non saranno distribuite nell'immediato e non verranno assegnate in maniera equa a tutti i lavoratori, ciò che rileva, per quanto di nostro precipuo interesse, è la mancanza di una espressa previsione dell'estensione di detti benefici al personale delle Regioni, delle Province, dei Comuni e degli Enti del comparto, stante il fatto che la eventuale ricaduta degli stanziamenti stabiliti per i pubblici dipendenti su quelli degli Enti locali sarà del tutto risibile.
Vero è che nella Parte Economica del documento in oggetto, al punto b) "il Governo si impegna a garantire che vi siano specifici stanziamenti di risorse corrispondenti a quelli definiti per quanto di competenza in accordo con gli altri soggetti datoriali pubblici", ma, come ha ben evidenziato la CISAL nel comunicato stampa diramato in data odierna, il c.d. Sistema delle Autonomie sarà pienamente coinvolto solo con passaggi successivi, ovvero, ben che vada, non prima del 2018 inoltrato, considerando che il suddetto accordo potrà essere onorato solo con la prossima legge di Bilancio, da emanarsi entro la fine del 2017.

CSA RAL - Il segretario generale e il rinnovo dei contratti

COMUNICATO
IL SEGRETARIO GENERALE SULLA QUESTIONE DEL RINNOVO DEI CONTRATTI

Il rinnovo dei contratti del pubblico impiego non può essere oggetto di contrattazioni frettolose, né tantomeno essere condizionato dalla Sentenza della Corte Costituzionale, che ha parzialmente bocciato la Legge Delega Madia sulla riforma della P A.
E' da 7 anni che attendiamo una soluzione congrua, ma soprattutto in epoche recenti abbiamo dovuto assistere a ripetuti rinvii della trattativa coi sindacati, probabilmente sempre a causa della difficoltà di trovare la necessaria copertura finanziaria.

IPOTESI ACCORDO QUADRO COMPARTI PUBBLICO IMPIEGO

Dopo circa sei mesi dall'avvio delle trattative, lo scorso 5 aprile è stata firmata l'ipotesi di Accordo quadro che definisce i nuovi comparti di contrattazione e le relative aree dirigenziali per il triennio 2016-2018.

I comparti di contrattazione passano così da 11 a 4, in linea con l'art. 40, comma 2 del decreto legislativo n. 165 del 2001 riformato dal Decreto Brunetta, che prevedeva un tetto massimo di quattro comparti.

I nuovi comparti sono:
Funzioni centrali, nel quale confluiscono gli attuali comparti Ministeri, Agenzie fiscali, Enti pubblici non economici, Enti di cui all'art. 70 del d.lgs. n. 165/2001 c.d. "parastato");

Funzioni Locali, che muta solo in nome del vecchio comparto "Regioni e autonomie locali";

Istruzione e ricerca, nel quale confluiscono gli attuali comparti Scuola, Accademie e conservatori, Università, Enti pubblici di ricerca, Enti di cui all'art. 70 del d.lgs. n. 165/2001;

Sanità, che non muta sostanzialmente la sua fisionomia, ricomprendendo gli enti ed aziende dell'attuale comparto Sanità.

L'Accordo ha anche operato una ridefinizione delle aree della dirigenza pubblica.

..... (leggi l'ipotesi d'accordo firmata il 05 aprile 2016)
 

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