Pubblico Impiego - Il danno e la beffa

Roma 16 ottobre 2015

Questa è una storia che inizia da lontano.
Era il 12 maggio 2008, quando il ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, nel discorso d'inaugurazione del Forum della P .A. alla Fiera di Roma fece partire il principio dei dipendenti pubblici fannulloni, utilizzando poi, nello stesso giorno, nella trasmissione Porta a Porta una frase cara a Mao: "Colpirne uno per educarne cento. Chi non lavora non deve mangiare, il sistema pubblico deve essere equiparato a quello privato premiando chi lavora bene e licenziando chi non lo fa. Bisogna puntare sugli incentivi come accade nelle aziende private".
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La Legge di stabilità 2016, licenziata ieri dal Consiglio dei ministri prevede, così almeno abbiamo letto nelle tabelle allegate, 200 milioni di euro per il Pubblico impiego. Per tutto il Pubblico impiego parliamo di 8 euro lordi.
Così il Governo tende a gratificare i propri dipendenti, a risarcirli di sei anni di contratti non rinnovati, di aspettative mancate, di riforme inattuate.

Per tutti questi motivi, il CSA proclama, da oggi, lo stato di agitazione di tutta la propria categoria, invitando tutte le OO.SS. Autonome e senza alcun vincolo di partito di tutto il Pubblico impiego ad unirsi alla lotta, che potrà certamente concludersi con uno sciopero generale da programmare nel mese di febbraio 2016 con una grande manifestazione nazionale.

(leggi il contenuto del comunicato)